Super Mario Baratti, la classe a l’italien! Metropolitan gli regala le Poule. Hollie Doyle litiga con Folgaria

La provvida sventura, di manzoniana memoria, del diluvio torrenziale di metà pomeriggio a Parigi che ha fatto slittare di 35 minuti la disputa della Classica francese maschile, ha consegnato alla storia del nostro italianismo globale, un’altra perla da appendere di fianco ad altri capolavori conseguiti dai nostri professionisti all’estero. E così, mentre tutti si contorcevano nell’analisi interpretativa della corsa di Folgaria nelle Poule d’essai des Pouliches, centro di gravità globale delle nostre storie negli ultimi giorni e delle ultime settimane, è apparso un bagliore accecante che ha squarciato il cielo dalla pioggia su ParisLongchamp: Mario Baratti si è confermato allenatore Classico.

Metropolitan sul traguardo delle Poule d’essai des Poulains

A distanza di un anno dalla prima gioia Classica ottenuta in Germania con Angers nelle 38th Mehl-Mulhens-Rennen – German 2000 Guineas, è arrivata la seconda, tonante come lampo, forte e indiscutibile con Metropolitan (Zarak), talentuoso 3 anni forgiato dal genio made in Italy, che a sorpresa ha risolto le Poule d’Essai des Poulains G1 con in sella Alexis Pouchin per i colori della connection Peter R Bradley III & Scuderia Scolari. E chi se lo scorda, questo giorno, avrà pensato. Il 3 anni ha sfruttato al massimo un percorso vicino alla testa e all’altezza dell’open stretch ha visto di fronte a se spalancarsi un varco enorme diventato miniera d’oro, con guizzo decisivo per tenere botta su Dancing Gemini (Camelot), inglese, ed Alcantor (New Bay), altre due mega sorpresone. Male gli attesi ed in particolare Henry Longfellow (Dubawi), il favorito, per Aidan O’Brien giunto ottavo a 4 lunghezze dal vincitore. IL RISULTATO COMPLETO CLICCANDO SU QUESTO LINK.

Si, ma chi è Metropolitan? Si tratta di un cavallo allevato da Stuart McPhee, figlio di Zarak pagato €78.000 alle Arqana October Yearling Sale. A due anni è rimasto imbattuto in 2 uscite e poi ha perso l’imbattibilità al rientro stagionale nel Prix de Fontainebleau G3, quinto su sei, ma senza perdere la lucidità fatta valere nel giorno che conta, solo come sanno fare i più grandi. Adesso per lui si aprono anche le porte del Royal Ascot, per riaffermare se stesso nelle St James’s Palace Stakes G1.

Capelli intrisi di pioggia, pugni al cielo e tanti abbracci in pista per Mario Baratti, uno della diaspora degli italiani all’estero insieme a tutti i “Ragazzi di via Panisperna”, i nostri celebrati trainer di successo all’estero come Marco Botti, Gianluca Bietolini, Maurizio Guarnieri, Alessandro Botti e non solo. L’ennesima conferma della “miniera” professionale d’oro dei nostri operatori che tra fantini, allenatori, allevatori hanno capacità fuori dal comune. Se solo riuscissimo ad avere uno strumento, una leva, un supporto, saremmo in grado di sollevare il mondo.

Mario, un passato da amatore, che aveva iniziato la sua esperienza con i cavalli con i concorsi ippici, per poi passare alle corse come GR, montando per la Fegentri per un paio di anni, con una settantina di vittorie tra Italia, Francia e Inghilterra. Nel 2009 è stato assistente da Mil Borromeo, il quale non ha mai smesso di seguire e guidare la sua formazione professionale, dopo due anni trascorsi da lui ha ricevuto consiglio di andare a Newmarket e così ha fatto. Dal 2011 al 2015 è stato assistente da Marco Botti, per sua stessa ammissione sono stati anni importantissimi e con cavalli molto buoni così come il rapporto con Marco. Nel 2015 ha fatto uno stage invernale da Jim Bolger, buonissima esperienza durata tre mesi. Dal 2016 al 2019 è stato assistente allenatore per Pascal Bary, per lui un grande maestro, dal quale ha ricevuto molta fiducia e la chance di lavorare con più cavalli da gruppo. Per conto suo ha cominciato ad allenare a Gennaio 2020, ricevendo la disponibilità di 20 box dentro la scuderia di Pascal Bary. Sono 5 vittorie nel 2020, 9 vittorie nel 2021, salendo appunto a 15 nel 2022 fino alla Classica tedesca, poi quella francese. Sky is the limit Super Mario.

Mario Baratti festeggia

Mario Baratti e la sua storia è stata la perfetta compensazione di una giornata iniziata così così per gli italiani, con riferimento alle Poule d’essai des Pouliches G1 nelle quali attendevamo una risposta da Folgaria (Due Diligence), rimasta invischiata a metà gruppo, in una corsa nata male e finita nello stesso modo. La cavalla della Sagam, che aveva pure uno steccato basso, è partita bene nelle mani di Hollie Doyle ma nella ricerca di una immediata collocazione nel gruppo, ha avuto come risultato l’effetto contrario di perdere l’attimo fuggente e dunque anche la casella giusta da dove costruire la corsa, cominciando a tirare, alzare la testa, e dunque rimanendo imbottigliata gestita in maniera non troppo educata dalle mani della jockette inglese.

Folgaria si è imbufalita ed un pò disunita nel tirare, ed il risultato finale è stato che all’ingresso in retta, quando si è cominciato a far menare le danze, lei è apparsa in ritardo sulle altre, venendo risucchiata dal gruppo ma non perdendo comunque troppo terreno. L’impressione è che scorrendo sin dalle prime battute, avrebbe certamente avuto una corsa più pulita, più lineare e forse anche più produttiva. Va rivista, non perchè abbia perso l’imbattibilità, ma perchè correre in questo modo significa perdere in partenza. Marco Botti e la Sagam, delusi, ragionano sul futuro di una cavalla si brillante che però ha bisogno di essere gestita in maniera più lasciva, e meno costrittiva. La rivedremo e si saprà togliere soddisfazioni, perchè i mezzi e il potenziale ne ha a iosa, come dimostrano alcuni dettagli che in una corsa sfortunata sono comunque stati notati.

Rouhiya vince le Poules femminili all’ultimo tuffo

La corsa, va da se, è stata vinta dall’Aga Khan Rouhiya (Lope De Vega), con un Maxime Guyon ispirato e fortunato a trovare un varco capitale per andare a riprendere la fuggitiva inglese Kathmandu (Showcasing), colori Sangster, troppo trascurata al betting per quello che aveva fatto vedere a Newmarket, nella parte “sbagliata” del tracciato. Folgaria alla fine è 11° a 5 lunghezze e mezzo dalla vincitrice, ma certamente avrà modo di rifarsi, ci scommettiamo.

A completare la parziale compensazione italiana ci ha pensato il “bullet” Ponntos (Power) che dopo la vittoria nel Premio Certosa a San Siro, ha replicato nel Prix de Saint-Georges G3 già vinto due anni fa, con in sella Mickael Barzalona. Terza Mgheera, piazzata nel nostro Premio Umbria G3 la scorsa stagione. Una bella conferma per alcune corse in velocità in Italia.

A proposito di italiani, come non menzionare che al termine della giornata nelle Prix des Champs Elysees (Handicap) vittoria anche per Fabio Carnevali grazie a E Va Bin (Kingman), riuscito a vincere la prima in carriera dopo tanti piazzamenti, per i colori della Esageruma Nein Sas. Congratulazioni!

By Gabriele Candi

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