Storie: Sarà perchè mi chiamo. Antonio Di Carlo, il sogno africano

Antonio, Agostino e il sogno Africano. Antonio Di Carlo è una di quelle persone a cui è facile dare appellativi. Trasversale, innanzitutto. Caparbio, genuino, sognatore e, per chi di queste non coglie il senso, sborone. Discreto calciatore a cavallo degli anni ’80-90, ha atteso ostinatamente il momento giusto per poter giocare nella sua Roma, dopo tanti prestiti in categorie inferiori. Durante quella soddisfacente carriera, colleghi e amici fecero scoprire a Di Carlo il mondo dell’ippica.

Quando molti anni dopo Agostino Affè partì dalla Sicilia decidendo di stabilizzarsi a Roma, Di Carlo rivide in lui la sua stessa voglia di sbracciare e affermarsi. Insomma la persona giusta per aumentare i propri investimenti. Accantonato un passaggio politico senza esiti, arrivano i primi successi e con essi le prime illusioni. Per Di Carlo il passaggio dalla vittoria a debutto a vendere all’essere favorito nell’Arc è spesso subitaneo, come ogni bambino ancora incontaminato che sogna in purezza.

La bruciatura che lascia la cicatrice arriva due anni fa, 2022. Sarà probabilmente il bivio inconsapevole e necessario affinché il sogno possa sotterrare l’illusione diventando un giorno realtà.

In scuderia c’è un cavallo che va forte ma è anche poco gestibile. Prende il soprannome del papà di Antonio detto Pepe, e si chiama El Patron Pepe. Al debutto c’è grande attesa in scuderia, ma El Patron non vuole saperne di entrare nelle gabbie. Resta al palo e conseguentemente bisognerà aspettare un mese prima che possa ricorrere. Il mese passa e intanto è andato via l’autunno moderato e si è entrati nell’inverno rigido. Il terreno è pesantissimo, El Patron Pepe stavolta nelle gabbie vuole entrarci tranquillo e poi uscirne veloce. Vince di 10 lunghezze battendo avversari che al momento sembravano essere discreti. 10 lunghezze al debutto sul pesantissimo a cavalli dei cugini Botti. Siamo a fine novembre e Affè mette via il cavallo aspettando primavera, mentre Di Carlo comincia a preparare la festa post Derby. Quello ippico.

Quello che segue è di dominio cavallaro. Il rientro di El Patron è programmato a marzo ma alcuni contrattempi lo frenano. Non frenano però Di Carlo, che continua a sfogliare la lista degli iscritti al Derby per capire se c’è davvero qualcuno che potrà vedere la coda del Pepe. A fine aprile El Patron finalmente rientra ed è sesto di sette. Di Carlo è uno che ai nomignoli ci tiene e non se ne fa una ragione: per il Botticelli fuori Francesco e dentro Frankie. Frankie Dettori migliora di una posizione e sarà quarto di sei, a 20 lunghezze da Enigma dei Grif. Il sogno si spezza qui. Niente più derby ma sette corse tra condizionate ed handicap finite come le due precedenti, senza piazzarsi, con lo smacco finale di un sesto di sei a reclamare a inizio giugno.

Ma questa è l’immensa dote di Antonio Di Carlo. Che è un grande lavoratore, e mentre sogna, lavora. I viaggi, le aste, l’allevamento e gli acquisti vanno avanti. Si insinua in scuderia un’aura africana. Il primo tentativo va male, e qui non c’è nemmeno tempo di illudersi. Fine 2023 debutta Africanella che arriva terzultima di 16 e non correra più. Passa qualche mese e debuttano i primi 2 anni. Comincia a scorgersi l’impronta kenyana con Tindi of Malindi, che nelle prime due vendere ottiene un secondo e un quarto. Non male per questa femmina fatta in casa (figlia di La Piaciona), che prende il nome da un frutto esotico simile al cetriolo, il Tindi, usato con ogni probabilità per formare una rima con Malindi, che è invece una delle città di mare più famose del Kenya, con parchi naturali, barriera corallina e molto altro.

Ma Affè e Di Carlo il meglio se lo sono conservati e lo esibiscono il 14 giugno. Passano da Roma a Milano ma soprattutto da Malindi a Papa Remo Beach, come a dire ‘ora non si scherza più’. Un debutto silenzioso e folgorante. E vincente. E se Papa Remo Beach è una delle spiagge più trendy del Kenya, la sabbia quasi bianca e il mare quasi verde, a soli 24 km dalla Malindi di Tindi, Paparemo Beach (per il cavallo il nome Paparemo è attaccato) chiede ancora più distanza e chiude forse il cerchio africano/kenyano di Antonio Di Carlo. D’altronde quel nome è una garanzia, basti pensare alla classica Kenya, figlia di Galileo vincitrice e piazzata di Gruppo per un certo A P O’Brien. Coll’augurio che la realtà sia più bella del sogno.

Firmato: Fishofapril

Antonio Di Carlo ed Agostino Affè di ritorno a Roma

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By Redazione

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