Storia: 70 anni fa ci lasciava Federico Tesio. Di Mario Berardelli

L’impatto di Federico Tesio sull’intero mondo dei purosangue è imperituro. Tutto il mondo lo ricorda e lo riconosce. Anche nell’edizione odierna di TDN è stato ricordato con un lunghissimo articolo che trovate in fondo a questo nostro scritto concesso da Mario Berardelli, che ha voluto omaggiare la figura del Senatore, vero ed unico riferimento del turf passato che si congiunge con quello moderno. Buona lettura.

MBER: Il primo maggio di 70 anni fa ci lasciava Federico Tesio. L’intero Turf mondiale e ovviamente quello italiano debbono tutto al genio del Senatore, del Mago di Dormello ed a coloro che nel mondo e nel nostro Paese hanno seguito la strada che lui aveva indicato : selezione, selezione, selezione per creare i Campioni. Per nostra fortuna, in Italia, sono stati tanti a seguire il suo credo. Dapprima i rivali e successivamente i continuatori. Uno spirito che ancora oggi non è venuto meno ed è su quegli insegnamenti che il Turf Italiano dovrà trovare la forza per la sua rinascita, per il suo rilancio. La Cultura sarà la nostra forza.

Oggi, nel mondo, circa l’80% dei cavalli vincitori di prove di selezione discendono dal capolavoro assoluto del Senatore: Nearco. Ne siamo orgogliosi e nello stesso tempo intimiditi per il compito che ci attende di esserne i continuatori. Creare le madri, selezionandole bene in corsa (il famoso doppio Elena e Parioli), ricercare per loro e con Donna Lidia e il Marchese Mario l’incrocio più giusto, ecco questa la ricetta apparentemente semplice ma necessaria di profonda cultura, quella che non mancava a Federico Tesio…. Apelle, Cavaliere d’Arpino, Nogara, Delleana, Jacopa del Sellaio, Astolfina, Nearco, Donatello, Niccolò dell’Arca, Bellini, Tenerani, Tokamura, Toulouse Lautrec, Botticelli e Ribot. Sono solo alcuni dei fuoriclasse che dobbiamo al genio del Mago. Il cui spirito è stato ed è ancora pienamente nella mente e nell’intelletto di coloro che ne hanno, a Dormello, continuato le imprese. Federico Tesio è il nostro Pantheon assoluto. A 70 anni dalla sua scomparsa che lo privò della gioia della Gold Cup di Botticelli e delle imprese di Ribot, noi non dimentichiamo e fieramente e con orgoglio ci dichiariamo ancora e per sempre Tesiani. Viva il Senatore!

Mario Berardelli

By Redazione

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