Speciale Derby: Marco Gonnelli e Amonet, mission (im)possible

Da che mondo e mondo, più si alza il livello tecnico della competizione e più è difficile assistere a vittorie a grossa quota. In 141 edizioni del Derby (prima Reale, poi italiano), dalle informazioni raccolte in ambito storico, sono stati pochi gli esempi di cavalli vincitori a quote altissime. Uno, su tutti, fu Diacono nel 1964. Nel 1967 Ruysdael vinse al posto del compagno di scuderia, mentre nella storia più recente Awelmarduk, De Sica e Goldenas erano tutt’altro che favoriti, e “restituirono” molti dividendi ai pochi sostenitori di quella tipologia di scommesse sul vincente. In America, il paese delle opportunità, nel 2022 Rich Strike vinse a 80/1, un record mai eguagliato.

Difficile non significa impossibile, anche se le probabilità nel Derby sono ridotte ai minimi termini. L’estremo outsider di questa edizione del Nastro Azzurro è, per un beffardo gioco del destino, il numero 1 della corsa: Amonet (Faydhan). Allenato da Marco Gonnelli, di proprietà di Luigi Zocchi, e con in sella Giuseppe Ercegovic. Secondo le prime stime dei vari antepost il grigio italiano vale 100/1. Amonet ha corso sei volte in carriera, ottenendo una vittoria, un secondo ed un terzo posto, tutti in questo 2024. Ha colpito in maiden a 50/1, ha corso con onore la condizionata sui 2000 metri di inizio Aprile a Milano sui 2000 metri in pista media, e poi ha colto un clamoroso terzo posto nel Filiberto, in pista grande, resistendo all’impatto con i più titolati avversari.

La quota esorbitante, in generale, è condizionata anche da alcuni fattori esterni. Non una scuderia di grido, non un allenatore abituato a presentare cavalli in questi contesti, la forma, e così via. Ma noi, patiti per le minoranze e molto spesso dalla parte degli ultimi della gerarchia, abbiamo un sogno nel cuore e un progetto per la storia: Un vincitore di Derby a 100/1. Amonet è il candidato ideale, peraltro grigio e si sa che i grigi piacciono a tutti.

Marco Gonnelli, al primo Derby della carriera, ne racconta gli estremi: “A due anni non ha combinato niente, è vero ma già sapevo che sarebbe migliorato tantissimo a tre anni, e così stato. Io conosco benissimo la famiglia femminile, allenavo Aquileia e la famiglia femminile è la stessa dello sprinter Avabin che mi ha regalato tante gioie in carriera. Luigi Zocchi era già nel nostro mondo, aveva un cavallo importante come Adorabile Fong. Allora gli proposi di comprare Amonet, ed i risultati per ora sono stati decisamente sopra le aspettative. Con riferimento ad Avabin, Amonet è molto diverso: ha grande passo, falcata ampia e Roma potrebbe anche prestarsi alle sue caratteristiche. Spero, ma ovvio che è difficile avvenga, spererei in un terreno almeno pesante ma non tanto perché lui ci vola, quanto perché lui mantiene lo stesso standard di progressione anche in quel tipo di circostanze. Amonet ha un passo solo ma buono, e la distanza per lui non è un problema. Consapevoli del ruolo di outsider, non ci tiriamo indietro. Del resto è il primo Derby anche per Giuseppe Ercegovic, che l’ha conosciuto da poco ed è rimasto colpito dalle doti. Secondo me la sua maturazione non è ancora completa, dunque penso e spero che indipendentemente dal Derby possa toglierci belle soddisfazioni in futuro”. 

Nella foto Marco Gonnelli
Marco Gonnelli con Bruno Grizzetti

Marco arriva da Siena ma da anni si è stabilizzato a Varese, dove rappresenta una istituzione. Prima come fantino e poi come allenatore ha vissuto tanti strati del nostro settore, ma mai l’atmosfera del Derby: “Si, si tratta di una prima volta ed un pò d’emozione c’è. Sono abituato al Palio, ma il Derby è un’altra cosa. È una emozione sana, bella, non una vera e propria pressione. Avessimo avuto il favorito forse l’avrei sentito diversamente. Comunque il Derby è il sogno di chiunque faccia questo lavoro ed il mio, ed il nostro in scuderia, lo abbiamo fatto e dunque non resta far altro che attendere. Non vediamo l’ora di vivere in presa diretta questo tipo di emozione, e poi vinca il migliore. Magari Amonet!”. 

By Gabriele Candi

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