San Siro: Tomiko stupisce e brilla nelle Oaks d’Italia a 66/1 da maiden. Podio tutto italiano

Il variegato mondo dell’ippica custodisce uno scrigno dentro cui giacciono le storie belle, quelle che non tanto, e quelle che sono vere e proprie favole in grado di tenere accesa una piccola luce in una domenica come quella delle Oaks. 

La speranza non va mai spenta e la vittoria di Tomiko va dritta nella direzione della luce che si ostina a far valere le sue ragioni. La cavalla maiden che vince le Oaks, è un titolo scontato ma corretto perché grattare via lo zero dalla casella vittorie nel giorno più importante della carriera, è un vezzo che solo in pochi possono riuscire a raccontare. Uno, per esempio, è stato Aidan O’Brien con Forever Together nelle Oaks di Epsom del 2018. Ma successe anche a Night Of Magic (Peintre Celebre) nel 2009, per alimentare questa curiosa statistica. Ci sarà tempo per le valutazioni, attesi i ratings per capire lo spessore e lo stato di salute delle nostre corse. Di sicuro è un risultato che va analizzato e metabolizzato nel suo significato tecnico nei prossimi giorni.

Tomiko è riuscita nell’impresa incredibile di far ricredere anche i più incalliti diffidenti della materia, regalando a Paolino Aragoni, mai visto così elegante come nel “vernissage” di Milano, l’ennesima vittoria di pregio così come al giovane ambizioso proprietario romano Luigi Ginobbi che, a questo punto va detto, ha fatto brillare la stellona gialla posizionata al centro della giubba rossa, e confermando un feeling pazzesco con le femmine e dopo Championofmyheart e La Gite, può dipingere in scuderia anche il murales di questa lungagnona nera che ha conquistato da pirata San Siro e le Oaks, la corsa che arriva una volta nella vita di un cavallo, a 66/1. 

Tomiko sul traguardo delle Oaks. Foto De Nardin

Tomiko ha piazzato la bordata a fil di palo, al termine di una corsa d’attesa, andando a riprendere Sun Never Sets (Karakontie) che negli ultimi due furlongs pregustava la vittoria, forte di una progressione mirata da lontano e guidata da Silvestre De Sousa che ancora una volta ha onorato la fama di sollevatore di cavalli da terra, manovrando sui giusti comandi della figlia di Footstepsinthesand dalle retrovie. Nikkei (Affaire Solitaire), che aveva optato per il palla lunga e pedalare, è andata in avanti a scandire ritmo deciso e una volta entrata in retta ha scaricato tutta la sua energia sul campo ripartendo ma senza staccarsi su di se la pressione di Sun Never Sets. Le altre, in lontananza, faticavano nel prendere azione. Tutte le tedesche sono apparse gattine intimidite, a partire da Isfand che ha forse patito la scarsa esperienza, e peggio di lei Quetame che addirittura ha perso il copertino con i pesi e rientrando con 4 chili in meno (multa per Luke Morris, 128 euro, e per Andreas Suborics, 2000 euro), e venendo retrocessa all’ultimo posto di queste Oaks che la Germania dovrà dimenticare in fretta. Le tedesche, si, ma anche le nostre più attese quali Calle Almazora e Gris Celebre che hanno tentato un avvicinamento senza tuttavia dare il cambio di marcia desiderato, rimanendo invischiate nelle posizioni di centro gruppo, quasi affannate. 

Tomiko no, ha dato un altro colpo di reni per andare a riprendere le due fuggitive e proprio sul palo ha fatto saltare il banco per una trio a sorpresa con Sun Never Sets (chissà cosa avrà pensato Massimiliano Allegri, beffato a fil di palo) che però aveva mirato queste Oaks da lontano, e Nikkei che onorevolmente ha chiuso sul terzo gradino del podio confermando le doti del suo allenatore nel portare al massimo i suoi talenti nel giorno che conta. 

Tomiko era maiden, ma le ragioni della vittoria vanno metabolizzate in un percorso per lei abbastanza problematico in stagione. Ma a 2 anni aveva già dimostrato di gradire Milano, piazzandosi nel Dormello G2. Poi una faticosa fuoriuscita dall’inverno, viziata da un virus che non le ha permesso di togliersi prima la qualifica di maiden. Da inizio Aprile, però, passo dopo passo, ha ripreso condizione e feeling con la pista e l’ultima rifinitura, in pista da corsa di fronte a pochi occhi, che ha dato luce verde sulla sua candidatura tanto da decidere di ingaggiare uno dei fantini britannici più vincenti e famosi dell’ultimo quinquennio. 

Sul palco delle premiazioni delle Oaks d’Italia Tattersalls 2024

La vincitrice si è tolta la qualifica di maiden al 11° tentativo. Si tratta di una figlia di Footstepsinthesand (Giant’s Causeway), stallone 22enne e residente al Castlehyde per €8.000 e ora al vincitore di Gruppo numero 38 della carriera da stallone, allevata dall’Awbeg Stud, e prodotto della fattrice Testimony (Lawman), inedita in corsa. Tomiko fu pagata £20.000 al Book 3 delle Tattersalls October Yearling Sale da Marco Bozzi. La “stamina” dovrebbe provenire dalla seconda mamma Macleya (Winged Love), vincitrice di Prix de Pomone G2 e  seconda nel Prix Royal-Oak G1. 

Il nome di Tomiko (Footstepsinthesand) nelle Oaks d’Italia Tattersalls è solo l’ultimo tassello di un carosello Classico, conclusosi nella giornata di domenica a San Siro, che va ad aggiungersi a quelli di Melfi (Kessaar) nel Premio Parioli G3, Beenham (Havana Grey) nel Regina Elena G3 e Borna (Saxon Warrior) nel Derby Italiano. Il quadro è completo: A conti fatti, l’Italia ha avuto un risultato preponderante con 3 vittorie su 4 contro i teutonici che molto spesso vengono a sfidarci, e bastonarci, nelle nostre corse più elitarie. I vincitori della suite 2024 hanno avuto i seguenti prezzi d’acquisto: Tomiko £20.000, Beenham circa £15.000, €18.000 per Borna, €33.000 per Melfi. Si può sognare. 

Tomiko omaggiata dal suo entourage
By Gabriele Candi

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