Road to Oaks: Ferruccio Giacobbe, la passione che sposta le montagne

“Sa come si dice no? La passione smuove le montagne, ed io vivo intensamente questa sensazione”. Parole e musica di Ferruccio Giacobbe, imprenditore lombardo che possiede non una semplice “fabbrichetta” ma una azienda strutturata che si chiama Magic Mp, sul mercato per la costruzione di impianti per le materie plastiche da oltre 60 anni, con sedi a Besana, Rescaldina, Roma e anche Bologna. Ferruccio Giacobbe, per noi del galoppo, è uno degli uomini dell’ippica del momento e rappresenta in tutto e per tutto la passione verso il nostro sport fatta persona.

Domenica infatti la sua Calle Almazora (Johnny Red Kerr), vincitrice della principale prova italiana di preparazione per le Oaks, tenterà l’assalto al G2 di San Siro ed il nostro percorso di conoscenza di queste emozioni parte proprio da quello che accadrà il 9 Giugno, in occasione della Classicissima milanese in rosa: “Sto vivendo serenamente il momento, chiaro che attendo domenica e si vive per queste giornate. Calle Almazora mi ha dato già una gran bella soddisfazione nel Regina Elena prima e nell’Incisa poi, ma domenica si alza l’asticella”. 

Calle Almazora dopo la vittoria nel Premio Incisa

LA FOLGORAZIONE: Calle Almazora insegue un sogno non semplice, ma è una storia che merita di essere raccontata: “Lei è stata una di quelle sorprese come solo l’ippica sa raccontare. Niente è mai scontato, indipendentemente dalla teoria e dallo studio ipotetico. Io Calle Almazora l’ho sfiorata già quando era puledra. È allevata da Simone Niccolai, che conosco. Me la fece vedere. Era alta, grande, non dava la sensazione potesse essere subito competitiva, e dopo un primo approccio ho lasciato stare. Durante l’ultimo inverno, in una serata fredda, sono andato in scuderia da Endo Botti e Cristiana e quasi casualmente mi sono ritrovato che a girarmi intorno c’era ancora una volta questa bella cavalla, sembrava quasi mi perseguitasse. Di lì a poco è nata la trattativa e l’operazione l’abbiamo conclusa nel giro di 2 minuti, perché il bello di questo sport è quello di vivere anche di sensazioni, di vibrazioni e di fiuto. Non sempre ci prendi, ma è sempre una bella carica mentre il tuo corpo le ascolta. Certo, dopo aver finalizzato l’operazione, nella prima occasione utile per i miei colori a Capannelle, ho subìto una mezza delusione: quinta di sei. Ma forse non era ancora pronta, era indietro e stava completando la sua crescita. Del resto ha compiuto tre anni pieni proprio adesso, essendo nata a fine Maggio. A San Rossore invece, nel giorno del Pisa, ho vissuto una folgorazione. Calle ha vinto la condizionata impressionando, e da li è sbocciata definitivamente correndo il Regina Elena da protagonista e poi vincendo l’Incisa e diventando ora una delle favorite per le Oaks, almeno delle italiane. Mi è sembrata maturata e cresciuta in tutto e per tutto”.

Poi quel giorno di fine Aprile, un mese fa abbondante, un Regina Elena è sfuggito di poco, subendo peraltro una retrocessione dal secondo al terzo posto, ma a volte basta avere la consapevolezza di essere stati protagonisti: “Sono un uomo pragmatico, professionalmente ho sempre agito con mentalità. Ma quando mi corrono i cavalli vado un pò in confusione, quindi sulle prime sentivo un mix di emozioni tra il soddisfatto e l’amareggiato. Dopo aver visto la corsa sono stato pervaso da un senso di insoddisfazione per la retrocessione, ma la vita delle corse è fatta così. Mi emoziono per le corse a vendere, ho proprio le farfalle nello stomaco, figuriamoci quando sfiori un traguardo del genere. Ho sentito di aver quasi toccato il cielo con un dito, ma non è finita qui perché quella adrenalina oltre ad essere meravigliosamente pervadente, è anche il combustibile che ti permette di andare avanti in questo sport. Di motivazioni ne ho e ne avrò per molto, ma quella carica che senti è incomparabile in certi momenti”. 

Ferruccio Giacobbe a San Siro. Foto Galoppo e Charme

TOSCANA MON AMOUR: Impegno ed investimenti crescenti per toccare il sole con un dito, senza però correre il rischio di rimanere bruciati come Icaro la cui vicinanza cocente del sole ammorbidì la cera odorosa, che saldava le penne, e infine la sciolse: “Guardi, per me è un hobby e continuo a farlo fino a che mi regala gioia. Voglio toccarlo ancora quel sole, voglio sentirla quella sensazione. Capisco che per chi ci ci deve vivere, è più dura. Sono partito da zero perché da ragazzo ho cominciato ad avere approccio con i cavalli facendo monta americana e tutte quelle robe che si fanno quando si è giovani. Sono lombardo ma per un quarto sono toscano a mia passione è nata in Toscana, dove ho una residenza e dove c’è una parte della mia vita che passo in quel luogo, a San Vincenzo, da dopo il Covid, quando ho capito quanto sia importante aver tanta cura di se stessi. Il mio desiderio, quando ho cominciato, era vincere a Pian delle Fornaci, figuriamoci. Comprai cavalli per i palii, e poi feci un acquisto tra i purosangue, era una cavalla che si chiamava Noal. Aveva un problema serio, sembrava non dovesse mai correre, rischiai di mio chiedendo a Tonino Cossu di provare ad azzardare, il risultato è che ha vinto 13 corse. Ora mi sento ippicamente totalmente coinvolto, sono oltre 35 anni che sono nel galoppo e per fortuna mi piace ancora starci. Il mio impegno attuale è importante, ho qualche fattrice, foals, ma il mio gusto è vederli correre. Ho 5 cavalli da Diego Dettori con cui collaboro da tanto, da Endo e Cristiana ne ho altri 5, mentre 3 sono da Maurizio Guarnieri in Francia. E poi non posso menzionare Roberto Cova, che è più di un amico, è un pezzo di famiglia. Roberto è non solo un mio consulente, ma una persona ultra preziosa per me e con lui abbiamo insieme una dozzina di cavalli, forse anche di più..”.

Dal 9 all’11 Luglio le July Sale da Newmarket, catalogo pubblicato

Ferruccio è un fiume in piena e noi lo assecondiamo, perché è bello ascoltare le sfumature di questa grande passione: “Le racconto questa cosa. Il mio sogno era e resta vincere il Premio Pisa in una terra che mi ha dato tanto, spero veramente un giorno di riuscirci. Il Derby lo vedo ancora come difficile, quasi impossibile perché servono tanti investimenti anche se la storia dice che basta avere anche un colpo di fortuna. Ma voglio lavorare affinché possa realizzare anche quel sogno, magari il prossimo anno. E poi l’ippica ti sorprende sempre, non c’è nulla mai di preordinato e scritto, ed è questa imprevedibilità che mi da una carica incredibile. Con Roberto abbiamo praticamente allevato Dark Defence, che ha vinto il Botticelli e corso bene il Derby. Noi abbiamo la fattrice Dark Ray, ed abbiamo venduto il puledro. Non pensavamo minimamente che quel cavallo sarebbe potuto arrivare a quel livello, perché da piccolo era tutto “sfilato”, immaturo, incompleto. E dopo un anno e mezzo ce lo siamo ritrovato diverso, magnifico anche nella espressione fisica e anche mentale. Ecco, a me questa cosa fa gasare tantissimo”. 

Senza scadere nella retorica del viaggio che conta più della destinazione, possiamo mutuare la frase di frase di Less Brown: “Punta alla luna, mal che vada avrai vagabondato tra le stelle”. E Ferruccio Giacobbe è in piena orbita. 

By Gabriele Candi

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