Le 10 corse più ricche del mondo. La classifica e la storia. Nel 1923 era Epsom..

Ci stiamo avvicinando a pie sospinto alla giornata di sabato 24 Febbraio, quando andrà in scena la corsa più ricca del mondo con i suoi $20 milioni di dotazione. 

Ma come è cambiata la geografia delle corse più ricche del mondo negli ultimi 100 anni? Uno spunto decisivo ce lo ha dato il canale World Horse Racing che con un video ha spiegato bene la situazione. Per comodità esprimeremo in valuta di dollari. 

Nel 1923, 100 anni fa, la corsa più ricca del mondo era il Derby di Epsom che metteva sul piatto l’equivalente di $87.000. L’America in quel periodo rincorreva con le Belmont Futurity Stakes con $71.000 di dotazione. 

Nel giro di 3 anni la borsa del Derby di Epsom si è ampliata fino a $100.000 rimanendo la corsa più ricca del mondo. Nel 1928 la svolta: L’America prese il sopravvento con tante corse ricche relegando Epsom al terzo posto. La corsa più ricca diventò proprio quella di Belmont con $125k di dotazione, mentre al secondo posto si avviava ad avere un ruolo la messicana Agua Caliente Handicap intitolata a James Wood Coffroth, President e della Lower California Jockey Club e si correva all’ippodromo di Tijuana, con $100k di dotazione e diventando in breve la corsa più ricca del mondo.

Passano gli anni e nel 1935 irrompe il “Big Cap”. Il Santa Anita Handicap con $130k, e così fu tra alti e bassi di montepremi fino al 1946 quando, pur avendo $136.000 di dotazione, vedeva insidiare la propria leadership dal Kentucky Derby ($122k) e Hollywood Gold Cup ($115k), con quest’ultima che nei primi anni 50 divenne la corsa più ricca del mondo a tutti gli effetti con $140.000, mentre l’Epsom Derby ne aveva $54.000 e spuntava nella storia la Melbourne Cup con $42.000 di borsa. 

Nei primi anni 50 fa un balzo in avanti anche a Santa Anita le Strub Stakes, corsa che aveva $200.000 di dotazione. Nel 1953 viene superata dalle Garden State Stakes da $270.000. In tutto questo nel 1954 l’Arc de Triomphe aveva una borsa da $116.000 e si preparava a scalare i vertici del galoppo mondiale. Cambia poco fino a quando nel 1962 sale al vertice delle corse mondiali ad Arlington le Washington Futurity, ora diventata una Listed da $100.000. Ma all’epoca aveva una borsa di $356.000 e sono passati 60 anni da allora. 

A metà degli anni 60 un’altra svolta: L’Arc de Triomphe diventa la corsa più ricca del mondo con la dotazione di $361.000, ma risale anche il Derby di Epsom con $330.000. Cambia poco nei successivi 12 anni con l’Arc che incrementa la propria borsa fino ai $600.000 del 1978 e con l’Epsom Derby da $500.000. Nei primi anni 70 nascono anche le valutazioni in “Graded” e “Gruppi” tra Usa e vecchio continente.

Nel 1981 irrompe sulla scena l’Arlington Million da Chicago, che diventa in assoluto la prova più remunerativa con $1 milione di dotazione. Sale anche la Japan Cup, che nasce cresce e prospera e in quell’anno propone un bottino di $600.000. 

Nel 1984 nasce la Breeders Cup e li si fa un passo in avanti decisivo con un montepremi di $3 milioni per il Classic e di $2 milioni per la BC Turf. Nel 1987 molte corse superano il milione di dollari. Nell’ordine: Oltre alle due citate sopra che mantengono lo status, sale la Japan Cup ($1.3 milioni), l’Arc ($1.1 milioni) e la Melbourne Cup ($900.000), insieme a tutte le altre corse americane descritte più sopra con il mantenimento più o meno del bottino da fagocitare. 

Nel 1988 cambia poco se non che l’Arc con $1.34 milioni diventa la sesta corsa più ricca del mondo preceduta da BC Classic, BC Turf, Japan Cup, Melbourne Cup (che nel frattempo ha superato $1.4 milioni) e così nasce il Golden Slipper, corsa australiana per i 2 anni, che ha $1.33 milioni di dotazione e supera appunto la corsa iconica francese. Nella top ten restano le corse americane da almeno $1 milione. 

Per 10 anni nulla cambia se non che la Japan Cup vede aumentare la propria dotazione fino a quasi $3.5 milioni, insidiando il Classic che era arrivato proprio a quella cifra. 

Dopo un periodo interlocutorio tra 1995 e 1996 arriva la Dubai World Cup che comincia a scalare questa speciale classifica dai $2 milioni fino ad arrivare nel 1996 ad avere una dotazione di $4 milioni, seconda solo alla BC Classic da $4 milioni e spicci. Nel 1998 la Dubai World Cup da Nad Al Sheba diventa con $4.90 milioni la più alta di tutte. In questo preciso momento l’Arc è 10° in classifica con $1.15M, superata anche dalla HK Cup con $1.26m. 

Tra i vari saliscendi gli Emiri di Dubai prendono la scena e nel 2006 la Dubai World Cup, già ricca di $6 milioni, viene affiancata da Dubai Duty Free da $5 milioni e Sheema Classic da $5 milioni. Nel 2008 nulla cambia se non che l’Arc diventa, pompata dai petrol dollari, di $5.80 milioni e risale anche la Japan Cup con $5.5 milioni con la Melbourne Cup da $5 milioni circa. 

La DWC arriva fino a $10 milioni nel 2010 ma la svolta arriva nel 2017 con la Pegasus World Cup che propone un gioco perverso quanto libidinoso per ricconi che hanno la “fresca”. La corsa più ricca del mondo diventa la prova di Gulfstream con $13 milioni di dotazione, mentre sale anche la The Everest in Australia che diventa a sua volta la corsa più alta, ma in erba, con circa $10 milioni di dotazione. 

Nel 2018 in un rigurgito di orgoglio gli emirati mettono sul piatto $12 milioni per far tornare la DWC la corsa più importante e ci riescono, con la Pegasus che vede sgonfiare il proprio palloncino calando anno dopo anno. 

I cugini dell’Arabia non ci stanno tra il 2019 ed il 2020 inventano la Saudi Cup da $20 milioni, ad oggi la corsa in sabbia più ricca al mondo. 

Ad oggi la classifica è la seguente:

  1. Saudi Cup $20 milioni (Arabia Saudita)
  2. The Everest $13 milioni (Australia)
  3. Dubai World Cup $12 milioni (Emirati Arabi)
  4. Japan Cup $7.3 milioni (Giappone)
  5. Golden Eagle $6.50 milioni (Australia)
  6. Dubai Sheema Classic $6 milioni (Emirati Arabi)
  7. Breeders Cup Classic $6 milioni (America)
  8. Arc de Triomphe $5.40 milioni (Francia)
  9. Melbourne Cup $5.20 milioni (Australia)
  10. Kentucky Derby $5 milioni (America)

In Italia le corse più ricche (si fa per dire) del 2024 sono il Derby Italiano con €640.000 di dotazione mentre in seconda posizione ci sono le Oaks con €388.000 di dotazione. In terza posizione il Lydia Tesio con €264.000, poi in quarta a pari merito 5 corse con Premio del Jockey Club, Dormello, Gran Criterium, Premio Roma e Di Capua a €247.000 di dotazione. 

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By Gabriele Candi

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