Derby Day 2024, i movimenti di scommesse al gioco. Quota fissa, campo e tot. I dati

Il Derby Italiano è andato in archivio dal punto di vista sportivo, ma non si esaurisce l’analisi che in questa circostanza raccontiamo nei numeri della raccolta del betting. Non avendo parametri completi anche degli anni precedenti, realizziamo questo articolo con l’intento di creare una abitudine per monitorare lo stato di salute delle nostre scommesse.

Partiamo da un presupposto: Quello del gioco in Italia è un segmento davvero molto particolare e debole rispetto all’estero. Basti pensare che sul Kentucky Derby disputatosi ad inizio Maggio, essendo fenomeno globale, secondo tutte le fonti raccolte, ha raggiunto la cifra record di 320,5 milioni di dollari scommessi in tutta la giornata di corse, in aumento rispetto al valore dell’anno scorso di 288,7 milioni di dollari. La corsa in se e per se ha avuto un movimento record di 210,7 milioni di dollari (10,1 milioni di dollari in Giappone), battendo i 188,7 milioni di dollari del 2023. Le scommesse della Derby Week sono salite alla cifra record di 446,6 milioni di dollari.

Pubblico a Roma, credit Savi

In Italia la situazione è ben differente. Secondo le fonti raccolte, nel giorno del Derby il 19 Maggio 2024 sono stati effettuati i seguenti movimenti:

  • RACCOLTA GIOCO SUL CAMPO: €220.000 mila (comprensivo della quota fissa).
  • RACCOLTA TOTALIZZATORE NAZIONALE CORSE CAPANNELLE 19/5/2024: €351.000.
  • RACCOLTA GRUPPO MST (Betflag, Original Bet, Betaland, Eurobet, Goldbet etc): €426.664.
  • RACCOLTA GRUPPO SNAI: €343.000.

Come si percepisce, rispetto alle stagioni precedenti è salito il movimento sulla quota fissa ed in generale scende quello sul totalizzatore, ormai inefficace. Ma i numeri rispetto all’estero sono decisamente diversi e fotografano bene la situazione. Sebbene la giornata sia stato un successo (relativo) anche nel movimento, è ovvio che il nostro movimento sia un granello di sabbia, rispetto ai grandi eventi del mondo.

Sono necessari, va da se, interventi in merito per togliere quell’alone di pregiudizio e ghettizzazione del nostro paese nelle scommesse, oltre agli altri fattori che hanno ridotto l’appeal del prodotto di gioco ippico quali l’elevata tassazione, disallineata rispetto a prodotti analoghi dell’offerta regolata, la complessità della normativa e delle regole di gioco, che creano confusione nel giocatore, la scarsa visibilità delle scommesse ippiche rispetto agli altri giochi autorizzati.

Urge ripristinare una educazione alla scommessa in particolare quella ippica, una scommessa ragionata, che nulla ha a che vedere con skill games, giochi che creano dipendenza senza alcun tipo di ragionamento ma solo ed esclusivamente seguendo il fattore fortuna.

Evidente si paghi il fallimento del Decreto Dignità che vieta di fare pubblicità (nonostante sia stato oscurata la pubblicità per i servizi di Betting, è aumentato il nero esponenzialmente con un giro di affari di 25 miliardi di euro l’anno, ma i dati potrebbero essere superiori) e senza volersi schierarsi politicamente, è oggettivo che l’ippica non possa essere considerata alla stregua degli skill games o slot machines, ed è pacifico come il famoso Decreto Dignità sia dannoso ed inutile e, come detto, fallito. La nostra è una scommessa ragionata, con rigidi parametri mentali. 

L’ippica è un gioco di strategia, conoscenza fine, intuito sviluppato e utilizzo della materia grigia per arrivare al ragionamento conclusivo. Nulla a che vedere con gli altri giochi, anche se qui siamo di parte. Oggettivamente tutto è verificabile e dimostrabile. Trovate un altro sport che ha le stesse mille sfaccettature dell’ippica, e ditecelo. Eppure qualcuno preferisce e incoraggia le corse virtuali, che costano poco e rendono. Brutto esempio.

Eppure il settore del gaming crea il suo indotto insieme a tutte le altre figure della filiera: Andando sul semplice, per non tediare il lettore. Altro indotto: Gli assuntori di gioco, le relative figure professionali all’interno, i quotisti, gli impiegati, i consulenti, e infine si torna ancora agli uffici utilizzati e quindi a tutto ciò legato a quell’aspetto: Luce, acqua, gas, internet, rete, infrastrutture, affitto e pulizia locali, manutenzione etc. Al momento le scommesse, patrocinate dallo Stato, vale la pena ricordarlo, sono assenti in tutte le reti nazionali. Eppure vengono dalla stessa “casa madre” nazionale. Le lotterie si, le corse dei cavalli no. La questione montepremi è adesso staccato dalle scommesse. Il totalizzatore non esiste più, solo bookmakers privati. Eppure rilanciando la scommessa ippica lo stato ne trarrebbe il maggior numero di vantaggi

Secondo il sito Jamma nel mese di aprile 2024 le scommesse sull’ippica in agenzia giocate in presenza e online hanno fatto registrare un volume di gioco pari a 50.329.977,50 euro per le scommesse a quota fissa (erano 49.771.585,25 euro nel mese precedente), 6.163.339,00 euro per le scommesse a Totalizzatore (erano 6.702.062,00 euro nel mese precedente) e 3.478,00 euro per la Multipla (erano 2.199,00 euro nel mese precedente).

La spesa dei giocatori è stata di 6.696.138,02 euro per le scommesse a quota fissa (era stata 6.366.374,99 euro nel mese precedente), 1.892.761,42 euro per le scommesse a Totalizzatore (era stata 2.068.926,56 euro nel mese precedente) e 1.760,41 euro per la Multipla (era stata 1.206,78 euro nel mese precedente).

By Redazione

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