Capannelle: Melfi sopravvive al “Var” e vince il Parioli. Beenham tutta d’un fiato nel Regina Elena

Prima un dato importante. Una cornice magnifica, fatta di almeno 5000 persone, in un periodo in cui Roma è stata svuotata dai vari ponti lunghi, dal bel clima e dalle mille attività della città, ha accompagnato il pomeriggio di Capannelle, nella prima giornata Classica di questo 2024. È stata una giornata intensa fatta anche di tensioni, ma di forti emozioni, e anche di tante prime volte.

MELFI vs MATURLO, la SFIDA INFINITA: Nel Premio Parioli G3 la vittoria è andata a Melfi (Kessaar), che ha capitalizzato una crescita esponenziale già concretizzata a fine anno, risolvendo dopo lotta intensa con Maturlo (Starspangledbanner) in un finale decisamente non per cuori deboli, e condizionato anche dalla scelta dei commissari arrivata dopo almeno un quarto d’ora buono di camera di consiglio, dopo il fatto sportivo. Si, perchè Dario Di Tocco (primo Parioli vinto), nella concitazione del duello, in un momento in cui i due si sono allineati nel tratto finale, ha agitato la frusta sul muso del rivale, che ha perso un attimo decisivo che forse gli è stato fatale per provare l’ultimo attacco decisivo.

Melfi vince il Parioli. Foto credit Capannelle

A proposito della decisioni dei Commissari. Onestamente, non saremmo voluti mai essere nei panni della terna per una decisione difficile, che si poteva accettare in un senso ed in un altro, per vari motivi. Secondo il punto di vista dei giudici la decisione è stata quella di lasciare invariato l’ordine d’arrivo, maturata per preservare il risultato sportivo (secondo loro Maturlo non avrebbe battuto Melfi). Ma va considerato che forse sarebbe cambiato il metro se il secondo fosse arrivato più vicino al rivale. Dall’altro lato comprendiamo la completa frustrazione della compagine penalizzata perchè, effettivamente, il contatto c’è stato e anche importante, e quasi certamente ha condizionato proprio l’ultimo assalto di Maturlo su Melfi. Possibile che questa decisione avrà degli strascichi legali ulteriori in altra sede.

Al terzo posto, a titolo di cronaca, è arrivato il tedesco Ghorgan (Study Of Man), rimasto invischiato da una partenza lenta e capace di buona risalita, accompagnato all’interno da River Spot (Havana Grey) con il quale ha conteso l’ultima piazza disponibile. Melfi, che aveva già battuto Maturlo nel Riva di San Siro, era alla sesta vittoria in carriera in 9 corse disputate. Terza vittoria in black type ed un ruolo da protagonista atteso dopo che lo scorso anno aveva concluso come primo degli italiani nel Gran Criterium. Il tempo finale è stato uno dei migliori della storia della corsa, in 1m 35.3s poco sotto ad Out Of Time che fece 1m 34.90s.

Si tratta di un figlio di Kessaar (Kodiac), residente in Italia alla Berardenga, e di proprietà della Chelsea Srls di Dario Trasi, proprietario campano residente a Londra e molto attivo al trotto. Allenato da Endo Botti (primo Parioli da allenatore dopo quello con Ramonti in sella), Melfi è stato pescato a Fairyhouse, pagato €33.000 alle Tattersalls Ireland September Yearlings 2022 dalla Razza Latina, per i cui colori ha corso fino a quando non è stato acquistato dalla nuova scuderia. Il papà è Kessaar (Kodiac), funzionante in Italia alla Berardenga al tasso di monta di €5.000. La madre Miss Purity Pinker (One Cool Cat) è sorellastra di Azzeccagarbugli (Kodiac), vincitore di Criterium di Pisa nel 2015 con in sella Fabio Branca per la Effevi. 

Le interviste a proprietario, fantino e allenatore.

Una panoramica del tondino a Capannelle

REGINA VELOCE: Se vogliamo, il Regina Elena G3 è stato ancora più avvincente e sorprendente. A risolvere è stata la tenacia di Beenham (Havana Grey), riuscita nell’impresa di vincere la Classica in rosa alla prima occasione possibile sulla distanza del miglio, della sua carriera. Nella presentazione l’avevamo descritta come un bonbon, e difatti la piccola ma carica di energia figlia di Havana Grey, è sfuggita ad ogni quasivoglia attacco delle rivali. Posizionata vicino alla testa di Germano Marcelli (prima vittoria nel Regina Elena, prima vittoria Classica), la cavalla allenata da Fabio Boccardelli è stata autrice di una retta entusiasmante, superando la compagna di training Atmosfera e poi respingendo Calle Almanzora (Johnny Red Kerr), finita forte al centro della pista, e Grand Saxon (Saxon Warrior) che è piombata sulle rivali, ma dopo essere intralciata dalla stessa Calle tanto che i commissari, in questa occasione, hanno optato per la retrocessione della seconda al terzo posto.

Beenham vince il Regina Elena. Photo credit Capannelle

Tornando alla vincitrice: Importata, dall’Inghilterra, ha fatto un regalo grandioso al suo proprietario Matteo Belluscio, romano, e con circa 8 cavalli in scuderia, che proprio ieri compiva gli anni. Beenham in patria aveva corso sui 1000 metri 8 volte sulle 9 disputate, ed una volta sui 1200 metri. Acquistata in Italia, si era rivelata subito efficace sulle nostre piste sulla velocità (nel Sinni era stata battuta da Amorevole) e, al primo tentativo sui 1600 metri, è arrivata la gloria eterna. Il tempo finale dice 1m 36.1s, molto veloce.

Si tratta di una figlia di Havana Grey (Havana Gold), residente al Whitsbury Manor Stud per £55.000 (due anni fa funzionava per £6.000), e prodotto della fattrice Ares Choix (Choisir). Dunque, velocità su velocità, apparentemente. Beenham ha avuto tre passaggi in asta: ricomprata da foal nel 2021 a Goffs (per €12.500), è stata acquistata per £30.000 alle Tattersalls Sommerville nel Settembre 2022. Poi, all’ultimo giro di aste, è stata comprata privatamente alle Tattersalls Autumn Horses-in-Training Sale 2023 per circa £18.000, più tutte le spese per andare a recuperarla a 800km da Newmarket, come confessato dal suo team, nelle scuderie di Rod Millman.

LA STRADA VERSO IL DERBY: Adesso i fari di Capannelle e di tutta l’Italia che galoppa sono puntati verso il 141^ Derby Italiano del 19 Maggio prossimo. A vincere l’ultimo test in vista del “blue ribbon” è stato Dark Defence (National Defense) che ha ribaltato la linea del Premio Brigadier Gerard del 17 Marzo, superando Chicotai (Cotai Glory) con uno slancio ed una facilità d’azione davvero esaltanti complice anche una forte andatura, interpretato magistralmente da Pasquale Borrelli. Un pizzico di delusione per Toussaint (Cloth Of Stars), che non è riuscito a dare il cambio di marcia ulteriore dopo aver corso da protagonista tutta strada.

Dark Defence vola sul Botticelli. Photo credit Capannelle

Il grigio, allenato da Pierantonio Convertino e di proprietà di Elisabetta Marcialis, era alla terza vittoria in carriera. E pensare che aveva debuttato, vincendo, a Giugno 2023 a Livorno sui 1350 metri. Aveva tentato anche il percorso del miglio, ma è definitivamente sbocciato in stagione. Dark Defence è un figlio di National Defense, scomparso da poco, e prodotto di Dark Ray (Dark Angel), che risulta essere uno degli ultimi prodotti della Scuderia La Nuova Sbarra. Anche se di fatto è stato allevato da Roberto Cova, che ne rilevò la proprietà.

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By Gabriele Candi

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