Capannelle: Il sauro, il baio, lo scuro. Circo Massimo in salsa western

Il sauro, il baio e lo scuro. Sui nostri canali social (che trovate QUI, se ve la siete persa) l’abbiamo presentata come un triello in salsa western, degno del miglior film di Sergio Leone e colonna sonora di Ennio Morricone. Il pioniere, il cowboy ed il fuorilegge. Decidete voi i caratteri. E non è un caso che la corsa si disputi nel nome del Circo Massimo, l’arena dei gladiatori a 4 zampe. E magari c’è anche la donzella da portare in salvo..

Si, perché infine, va bene che le nostre bistrattate corse italiane non valgono il livello internazionale, ma un cuoco cucina con gli ingredienti che ha a disposizione e da questo punto di vista c’è poco da eccepire per la più importante corsa di domenica 17 Marzo, che apre la stagione delle corse buone a livello di Stakes a Capannelle. Un triello vero e proprio per capire chi sbatterà le porte del saloon e premerà il grilletto per primo.

Il sauro, Tempesti (Albert Dock), è quello che ha fatto palpitare migliaia di cuori nel Derby di due anni fa, perso contro Ardakan, ma che ha saputo comunque prendersi la scena vincendo per due volte il Federico Tesio G3 portando in spalla Frankie Dettori e Cristian Demuro, in due edizioni differenti. Sarà il fascino della giubba, una delle più importanti e tradizionali del mondo delle corse, paragonabile alla maglia della nazionale o al rosso Ferrari al quale tutti gli sportivi del mondo sono devoti, ma Tempesti ha attirato su di se da sempre una invidiabile luce. Il 2024 potrebbe consegnarcelo ancora più forte, ancora più maturo. Su di lui la presenza vigile e attenta di Riccardo Santini e Franca Vittadini, in una raffigurazione quasi mistica del bambinello tra Giuseppe e Maria.

Di contro avrà Flag’s Up (War Command), un vincitore di Premio Roma G2 che si rimette in marcia dopo una stagione trionfale. Il baio, parrocchiato, allenato da Stefano Botti, fino a Luglio 2023 sembrava finito nel porto delle nebbie salvo poi ritrovare i motivi migliori e rendendosi autore di una incredibile escalation di risultati tra Varese, Firenze, Milano e poi Roma con un volo al centro della pista degna di un gheppio che agguanta la preda, pari a quello del suo proprietario che era già catapultato in pista a braccia alzate quando ancora doveva finire la corsa. Paraocchi, quello c’è praticamente sempre stato, e via gli orpelli riproduttivi per essere libero dal giogo “ormonale”. 

E poi c’è lui, Goldenas (Golden Horn), che ha vinto nel giorno dei giorni un Derby storico a sorpresa. E poi con il secondo posto nel Milano G3, sfruttando l’onda lunga emotiva e fisica di quel miracolo sportivo, un picco di una carriera che non ha visto più vittorie da quel giorno di fine Maggio, ed una altalena di emozioni troppo contrastanti. È lui o non è lui, è quello che si chiedono Fabrizio Cameli, Endo Botti e Cristiana Brivio, dopo un autunno loffio. Due settimane fa una parziale risposta c’è stata, ma non del tutto convincente. Non basta, si ripresenti al prossimo appello, ci dicevano una volta all’Università. E noi lo aspettiamo li, consci che non sarà facile, consci che sarà più facile perdere che vincere. Ma sempre a testa alta perchè l’università della vita ha insegnanti più tosti.

Ma non è tutto: Perchè pronti con la pistola nella fondina anche Budrio, Autre Etape e Saint Cloud, recente importazione da parte di Corrado Di Pasquale che lo ha pescato in una reclamare di Chantilly per €17.000 circa. Brutti ceffi.

Sarà una sfida da vivere intensamente come del resto lo sarà il Premio Brigadier Gerard (condizionata sui 2000 metri) che comincia a farci assaporare aria di Derby (il 19 Maggio), con i 3 anni presunti buoni che adesso devono mettere in campo la “garra charrua” e dire di avere quelle qualità necessarie per vincere il Derby: Anima, cuore, testa, fisico, gambe ed una monta ispirata che spesso fa la differenza quando i valori sono tutti molto vicini. Niente nomi per ora, quelli li distilleremo dopo insieme a Toussaint, al momento il nome invernale in cima al plotone degli aspiranti, che li guarderà dalla sua magione a Bolgheri in tv.

Il Natale di Roma invece lascia aperta la strada dell’incertezza con 12 partecipanti che concorreranno al livello di Listed. Non c’è il campione che clamorosamente uccide il pronostico della corsa e catalizza le attenzione, ma tutti dragoni del miglio in Italia che provano ad appagare la fame di vittoria, e saranno tanti e dal curriculum corposo tra giovani e vecchi: I veterani Canticchiando, Frozen Juke e Win The Best da una parte, i maturi Wide Sea, Tiaspettofuori, Blatant, My Eternal Love, Mangiafuoco, Salah Al Din, Man In Promise, Il Frantoio e Lord Sakai dall’altra, gente che ha la faccia da farti cambiare il marciapiede. 

Sarà una domenica da vivere intensamente. Comincia ufficialmente il viaggio delle corse Stakes della stagione 2024.

I PARTENTI COMPLETI DELLA GIORNATA QUI SOTTO.

 

By Gabriele Candi

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