Capannelle: Derby 2024, l’intervento di Marco Trentini su scommesse e presenze sul campo

In merito ad un nostro articolo apparso mercoledì 22 Maggio sul sito Italian Post Racing, ospitiamo con piacere un prezioso intervento di Marco Trentini, giornalista ed ex Direttore della testata Trotto & Turf, con analisi sulla giornata del Derby a Capannelle, sul movimento di pubblico e di scommesse nella giornata e non solo. Buona lettura.

MARCO TRENTINI. L’analisi della riuscita di una giornata di corse, soprattutto di quella di un “evento” è fondamentale per il presente e per il futuro. In tutti i Paesi ippicamente evoluti il feedback è poi utilizzato per intervenire sulla programmazione e per valutare gli eventuali interventi da mettere in campo.

Quella del Derby è stata una giornata speciale sotto diversi aspetti. Il pubblico prima di tutto, visto che avere visto dodici mila persone in tribuna non è certo un fatto da sottovalutare, anche perché arriva meno di tre settimane dopo un altro appuntamento a successo come quello del Lotteria. Presenze che pochi avvenimenti sportivi possono vantare… Presenze testimoniate anche dai dati delle scommesse, che allo stesso tempo hanno evidenziato l’interesse suscitato da questo tipo di giornate anche presso gli scommettitori. E questo aspetto merita alcune considerazioni.

Una panoramica del pubblico, foto Savi

Il sistema della raccolta del gioco ippico sta viaggiando con il freno tirato da anni, limitato da una tassazione iniqua (sia per la quota fissa che per il totalizzatore), chiuso in un bozzolo per la presenza del terrificante Decreto Dignità che impedisce anche le sponsorizzazioni ai bookmaker. E i risultati di Roma forniscono un esempio di quello che “potrebbe essere”… Perché in pomeriggi speciali come quello del Derby i provider “allargano” le maglie del controllo proponendo quote decisamente più interessanti e con una disponibilità ad accettare puntate decisamente più elevata. Azioni che da un lato sono da considerare promozionali e che non possono essere adottate sempre, a causa della tassazione esagerata e del basso livello delle corse in termini di competitività I due maggiori sistemi di accettazione delle scommesse (Mst e Snai) hanno raccolto quasi 800mila euro di scommesse sulle nove corse della giornata, sommando anche l’altro polo, quello di Bet365, si aggiungono probabilmente altre 70/100mila euro. Un totale non lontano dal milione di euro per il quale sarebbe interessante avere a disposizione i dati sull’effettivo payout. Altro introito da quantificare quello delle scommesse raccolte all’estero, iniziativa ancora in fase “sperimentale” che merita approfondimenti e un ulteriori boost.

Capannelle, Derby Day 2024. Foto Savi/Capannelle

Passiamo al totalizzatore, ormai marginale nella raccolta di vincente e piazzato e utilizzato quasi esclusivamente per le accoppiate e le “esotiche”. Il tot, così come la quota fissa, sconta una tassazione quasi doppia rispetto a quella francese e queso ovviamente ha favorito, insieme alla ormai diffusa cultura della quota fissa, lo slittamento delle preferenze del pubblico verso le puntate presso i book. In totale, sulle nove corse di Roma, sono stati giocati circa 351mila euro, frutto probabilmente delle Trio e delle Tris, supertassate anch’esse ma soprattutto marginalizzate dall’assenza di promozione e quindi degne di un’attenzione particolare, perché erano e rimangono una carta importante per raggiungere il pubblico meno “esperto”.

Eccellente il risultato della raccolta sul campo, che è arrivata a 220mila euro, un dato sicuramente migliorabile attraverso una maggior disponibilità di sportelli all’ippodromo, non semplice da attuare perché è difficile, in qualche caso impossibile, trovare gli operatori. Quello che un tempo era un “lavoro” ambito dai ragazzi (c’erano le liste di attesa) oggi è snobbato e di conseguenza diventa un’impresa aprire un numero di sportelli adeguato per le giornate top. C’è poi un altro fatto che condiziona l’effettiva portata della raccolta sul campo. Molti di presenti alle corse, infatti, piazzano le loro giocate sui siti dei provider presso i quali hanno aperto un conto attraverso le app. Sono quindi giocate “sul campo” ma totalmente invisibili nel corrispettivo “capitolo” della raccolta.

Numeri interessanti, con un totale di un milione e mezzo di euro che, in prospettiva, potrebbe benissimo essere usato per mostrare come, attraverso l’indispensabile riforma delle scommesse (quota fissa, totalizzatore e scommessa “popolare”) e la possibilità di effettuare un marketing anche non invasivo su di esse, la prospettiva è interessante per tutti. Per lo Stato in primis, ma di conseguenza anche per gli scommettitori e, a cascata, questo si rifletterebbe anche sull’ippica. Marco Trentini.

By Redazione

Related Posts