Approfondimenti: Mario Berardelli, riflessione sulle pattern tedesche e i ratings. Il confronto

MARIO BERARDELLI: Italian Post Racing è splendido e stimolante crogiolo di cultura nel nostro mondo del galoppo. Tiene con coraggio accesa la fiamma della passione in tutti noi informandoci, documentandoci e anche cercando di provocare la discussione e la riflessione. Di argomenti per ragionare e magari discutere ce ne sarebbero tanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Proviamo a fare a voce alta una modesta riflessione che condividiamo con i lettori appassionati.

Leggendo il prezioso Librone delle Pattern, consultazione perenne per un buon turfista, percorrendo le pagine ancora più interessanti che precedono gli elenchi pattern veri e propri, tra i tanti grafici a disposizione c’è pure l’interessante quadro dei rating, divisi per nazione, delle varie pattern con annessa valutazione media degli ultimi tre anni. Quella che fa scattare il terribile “ warning”. Lasciamo stare i nostri che abbiamo più volte, proprio su IPR analizzato, ahinoi.

La curiosità mista ad invidia ci ha spinto verso quelle della Germania, dinanzi a Francia, Irlanda e Inghilterra per carità ci inchiniamo deferenti senza neppure osare guardare. Ebbene confessiamo di essere rimasti un po’ interdetti ma solo per un curioso particolare: le corse per i tre anni. Consideriamo il galoppo tedesco come qualcosa che, a parte il livello monetario basso del montepremi, rappresenta tuttavia una certezza per ciò che concerne la qualità, la produzione e il livello dei cavalli che ci corrono. È di alto spessore, almeno cosi a noi sembra, certamente l’approccio culturale che il galoppo offre in Germania. Esiste un allevamento sostenuto e fortificato da alcune formazioni di primo rango, tali anche come scuderie, da possibilità di allenare convenientemente e soprattutto da una posizione geografica che ne fa quasi una sorta di altra regione ippica francese (più vicino a Parigi di Pau, per esempio) e in buona parte anche italiana.

Sappiamo bene che in Francia dove i premi sono invitanti e di pronta solvibilità molti cavalli tedeschi vanno a correre anche in prove non necessariamente di selezione alta. Nel nostro nord, leggi Milano e Merano, accade quasi lo stesso in misura però più contenuta anche se sono molto frequentate le nostre pattern, cosa che accade anche a Roma.  Questo quadro di assoluto rispetto, onestamente, ci aveva fatto immaginare analoga situazione, quasi una ovvietà, delle pattern che si corrono in Germania. In altre parole le avevamo immaginate tutte perfettamente allineate ai valori almeno minimi richiesti dalle regole delle pattern. Cosi è magnificamente con la eccezione che può essere materia di riflessione per le corse solo per tre anni. 

Ecco i dati che sono sempre la cosa migliore da avere a portata, poi se mai ognuno farà le proprie riflessioni.  Partiamo dai gruppi uno che noi non abbiamo più. Il Derby negli ultimi tre anni ha avuto una valutazione rating media di 111,75 a fronte del 115 richiesto con un debito di 3,25 che non è poco. Insomma si potrebbe dire che è vicino al gruppo due. Per carità noi dovremmo tacere per sempre se per poter parlare fosse necessario avere i rating a posto. Qui però cerchiamo solo di avere un quadro della situazione, ognuno poi farà le proprie valutazioni. Il premio di Monaco sui 2000 (occhio che è aperto anche agli anziani) va un po’ meglio, nei tre anni rimedia un 113 che però è sempre un meno 2,00 sul dovuto. 

Eccoci al Diana, le Oaks. Valore medio ottenuto nei tre anni 107,75, valore richiesto (sono femmine) 111 quindi meno 3,25. La grande forza sono le prove intergenerazionali, quelle sulle quali dovremmo lavorare anche noi per migliorarle oppure consolidarle. In questo, nostra opinione, la via Tedesca dovrebbe essere il nostro modello culturale a tutto campo però e qui il discorso si allarga.  In questa fascia andiamo col vento in poppa. Il Premio di Berlino viaggia a quota 116,08 con un bel più 1,08. Baden Baden realizza un ottimo 116,17 quindi più 1,17. Il Von Europa si istalla a quota 115,42 vale a dire più 0,42 ed infine il Preis Von Bayern vale 115,08 comunque sopra standard. Beati loro.

Potremmo dire che in Germania sono in sofferenza le classiche dei tre anni mentre la dove ci sono anche gli anziani si va a gonfie vele e qui sta la differenza con il nostro turf. Loro hanno ottimi cavalli anziani in casa (il tre anni matura con più calma) capaci di vincere anche  all’estero (anche al top) prendendo rating che diventa spendibile anche nelle prove di casa dove oltretutto vengono in visita anche buoni cavalli francoinglesi. La strada che dovremmo assolutamente percorrere a condizione di supportare convenientemente l’allevamento. Che in Germania siano in sofferenza i tre anni lo provano anche le 2000 ghinee, gruppo due, che negli ultimi tre anni ha espresso un valore medio  di 104,50 con un deficit pericoloso di ben 5,50 giacchè è richiesto il 110. 

Lieve sofferenza anche per le 1000 che sono sotto il limite dei 106 di un 1,00 secco. Soffre anche l’altra corsa di gruppo due per i tre anni, le Union Rennen, che porta al derby e che vale 2,17 in meno del 110  necessario. Vanno di lusso anche i gruppi due intergenerazionali o almeno sono oltre la quota. Tranne uno solo: le Oleander Rennen sui 3200 sotto di un cinque netto e qui la distanza potrebbe fare aprire discussione, volendo. 

Bene in quota anche i gruppi tre. Sono sotto in pochi. La prova per i due anni di Krefeld (il loro Berardelli ) valutato 2,17 meno del richiesto 100. Poi solo altre tre ma di poco. Che dire? Beh si potrebbe discutere sui motivi del ritardo dei loro tre anni , cercare di capirne le ragioni aldilà della conclamata maturazione tardiva che però non sembra una ragione esaustiva. Poi potremmo , lo ribadiamo, renderci conto di come nelle prove intergenerazionali sono davvero bene alla altezza e ciò dovrebbe essere modello.

Già, modello si ma comprendendone i meccanismi, nel senso che un progetto di rilancio qualitativo del nostro galoppo è forse la materia in cui le vostre riflessioni possono misurarsi. Noi partiamo da un solo principio fondante, poi gli altri vengono dietro, una ippica importante deve assolutamente avere come fondamenta un grande allevamento che dunque deve essere il primo segmento ad essere ben supportato. Senza allevamento si imbocca la direzione di una ippica solo commerciale e distributiva  che lentamente finirebbe per emarginarsi e staccarsi dal contesto alto di selezione. Proviamo a rifletterci con calma, serenità e soprattutto atteggiamento propositivo (se possibile). Grazie e buone riflessioni. 

By Redazione

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